INTERNET E’ UNA GRANDE RISORSA, MA ATTENZIONE AI GIOVANI CHE NE ABUSANO

Di Gianluigi De Palo – Sono un grande sostenitore di Internet e utilizzatore dei social network. Poco meno di un mese fa, ho raccontato la nascita del mio quarto figlio in diretta su twitter utilizzando l’hashtag #opentravaglio, che ha destato l’attenzione, tra gli altri, del quotidiano Il Messaggero, che ne ha fatto un articolo.

Mi spaventa però pensare che spesso, soprattutto i più giovani, ne abusano, vanno oltre il semplice intrattenimento, il desiderio, sano, di coltivare relazioni, la curiosità di cercare informazioni in rete e diventano veri e propri dipendenti da Internet.

Da padre, Assessore e utente delle nuove tecnologie, è un fenomeno che mi preoccupa. Secondo una recente indagine di Eurispes e Telefono azzurro (2011) su 1.500 adolescenti dai 12 ai 18 anni, il 50% dei soggetti intervistati rischia di rientrare nella categoria dei “drogati di web. In alcuni casi è stato dimostrato come Facebook e Twitter creino più dipendenza di fumo e alcol. Non potevamo non interrogarci su questo problema per cercare una soluzione per prevenirlo. Per questo, è nato il bando per la ‘Prevenzione della dipendenza da Internet, social networks e gioco d’azzardo on line‘, destinato a Organismi del Terzo Settore per la coprogettazione e successiva gestione dell’intervento, con un investimento di 70.000,00 euro.

Il nostro è un progetto innovativo e sperimentale volto a sostenere i giovani, le loro famiglie, gli insegnanti e gli educatori nella prevenzione di nuove forme di dipendenza collegate all’abuso e/o all’uso distorto di internet, social networks e giochi d’azzardo on line. I sintomi dei ragazzi sono comuni. Tendono a isolarsi dal contesto, saltano la scuola, negano di passare troppo tempo su Internet, c’è un’alterazione dei ritmi sonno-veglia. Si crea una dipendenza psicologica con danni psichici e funzionali che, se non curati, possono degenerare sempre di più. Ecco, allora, che chiediamo la collaborazione delle associazioni già impegnate su questo fronte per prevenire l’allargarsi del fenomeno. A Roma c’è già l’ambulatorio al Gemelli che si prende carico di centinaia di pazienti l’anno, e la quasi totalità di loro ha meno di 30 anni. Ma è la prima volta che un Comune di assume la responsabilità di fronteggiare questo problema e spero che Roma possa fare da esempio agli altri, perché il fenomeno è diffuso in tutta Italia e oltre e noi non possiamo abbassare la guardia.

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